giovedì 14 novembre 2013

Universi Paralleli


Per gli appassionati di fantascienza come il sottoscritto la tematica delle realtà alternative, dei mondi e degli universi paralleli è sempre stata particolarmente affascinante.

Scrittori e registi di ogni epoca si sono cimentati in questo campo con opere meravigliose passate alla storia della letteratura e della cinematografia:

Le avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie (L. Carroll);
La Fine dell'Eternità e Neanche gli Dei (I. Asimov);
Memorie di un Viaggiatore Spaziale (S. Lem);
Le Avventure di Peter Pan (Walt Disney);
Strade Perdute (D. Linch);
Numerosi episodi di Ai Confini delle Realtà o Star Trek.

(ma l'elenco sarebbe ovviamente lunghissimo)


Ogni autore ha dato la sua personalissima interpretazione a questo argomento, il più delle volte collegando l'esistenza di questi ipotetici piani di vita parallela a fenomeni ancora oscuri e/o misteriosi tipo i viaggi nel tempo oppure il mondo dei sogni.

Ma, come spesso accade, nessuno si è accorto che uno dei casi più diffusi e tangibili di universo parallelo è sempre stato sotto gli occhi di tutti, concreto e tangibile ma non per questo meno misterioso.

Sto parlando dell'imperscrutabile Universo Femminile.

La scintilla che ha dato vita a questa straordinaria e rivoluzionaria teoria risale al 31 agosto 1991  quando il  Prof. Deleo Massimiliano, fantastico e visionario conoscitore del mondo femminile, dopo anni ed anni di esperimenti sul campo, decise di appendere il cappello al chiodo e convolare a giuste nozze.
Quel giorno, terminata la cerimonia funeb... ehm... nuziale, il nostro scienziato, accompagnato dalla splendida consorte, mise piede per la prima volta nella nuova dimora di famiglia ed il suo unico pensiero fu:
"Dov'è la camera da letto?"
Di contro la giovane moglie rispose: "Dov'è il bagno?"

Uhm, qualcosa nelle rispettive scale di valori non quadrava.

Decise, quindi, di approfondire questo argomento con metodo scientifico e dimostrazioni empiriche arrivando dopo vent'anni di prove, esperimenti e verifiche, alla conclusione che  l'uomo e la donna vivono in due mondi paralleli caratterizzati da regole, sia morali che fisiche, assolutamente diverse tra loro.

Il procedimento di analisi seguito dal Prof. Deleo è molto semplice; ha suddiviso la vita quotidiana dell'essere umano in diversi settori esaminando in maniera esegetica il modo di comportarsi del maschio e della femmina tipo.

Elencare in questo breve saggio tutti gli ambiti presi in considerazione dal geniale studioso sarebbe troppo dispendioso in termini di tempo, ci limiteremo, quindi, ad esaminare, a solo titolo esemplificativo, proprio l'elemento da cui tutto ebbe inizio:
L'esigenza primaria di una giovane sposa di sapere a tutti i costi dove fosse il bagno!

Per l'uomo, animale semplice, il gabinetto (da lui chiamato semplicemente cesso) è il luogo dove fare la cacca e la doccia. Saltuariamente lo usa anche per lavarsi la faccia e, in caso di eventi particolarmente importanti, anche i denti.

Per la donna, essere complesso (o, per meglio dire, complicato) il gabinetto (da lei chiamato esclusivamente toilette) è una zona multiservizio con variegate funzioni che spaziano dal campo medico/psicologico al restauro corporale e terminano con l'igiene fisica.

Per dire, l'uomo fa la cacca.
La donna, invece, espleta funzioni corporali.
E se nel cesso c'è un odore particolarmente malsano non può che essere colpa del maschio perchè le toilette notoriamente profumano.

Sempre relativamente al bagno, la prova provata che gli universi maschili e femminili viaggiano su binari totalmente diversi la troviamo ogni volta che esaminiamo il momento della doccia.
Per meglio spiegare ciò prenderemo ad esempio  due personaggi assolutamente inventati che per comodità descrittiva chiameremo Massi ed Elsa:

Elsa entra nella toilette.
Massi entra nel cesso.

Elsa apre un po' la finestra, mette a posto i tappeti e si guarda allo specchio.
Massi è entrato nel cesso.

Elsa prepara biancheria e vestiti post lavaggio mentre si riguarda allo specchio.
Massi chiude la finestra.

Elsa introduce 90 indispensabili flaconi di tipologia e finalità sconosciute all'interno del box doccia, apre l'acqua calda e si guarda allo specchio.
Massi si spoglia, da un'occhiata veloce allo specchio per controllare le fattezze del suo regal membro, abbozza un sorriso orgoglioso ed entra nella doccia.

Elsa prende un boccetto di anticalcare, una spugnetta non abrasiva, una raspa da falegname ed una fresa e li introduce nel box doccia.
Massi si bagna con acqua a 40 gradi e canta l'inno dell'Internazionale Football Club.

Elsa prende un cacciavite a stella, un trapano, una livella da muratore e si introduce nel box doccia dopo essersi guardata allo specchio.
Massi continua a cantare l'inno dell'Internazionale Football Club.

Elsa si bagna con acqua a 95 gradi mentre pulisce l'interno del box doccia con gli strumenti precedentemente introdottivi.
Massi canta "Burbetta sparati".

Elsa inizia ad utilizzare, uno alla volta, i 90 indispensabili flaconi di tipologia e finalità sconosciute e contemporaneamente canta il "Nessun Dorma".
Massi controlla i 90 indispensabili flaconi di tipologia e finalità sconosciute e non trova nè il bagnoschiuma nè lo shampoo; prende, perciò, un boccetto a caso che usa indifferentemente per testa, ascelle e regal membro (il resto del corpo non è indispensabile).

A questo punto capita l'inconveniente: il diffusore dell'acqua del doccino si stacca dal supporto in alluminio su cui è inserito compromettendo la qualità del getto.

Elsa estrae (da dove non è dato a sapersi) il cacciavite a stella e rimuove le viti, col trapano rifinisce gli ugelli e con la raspa elimina le sbavature, poi rimonta il tutto accertandosi che i fori di diffusione dell'acqua siano perfettamente simmetrici tra loro.
Massi prende supporto in alluminio e diffusore e li sbatte violentemente contro il muro.

Una volta ripristinata la completa funzionalità della doccia Elsa continua le operazioni di lavaggio corporeo, contemporaneamente rimuove 2 ragnatele dalle travi, pulisce le scanalature tra le mattonelle e canta "Amor dammi quel fazzolettino".
Massi esce dalla doccia guardandosi ancora il regal membro e cantando We Are the Champions.

A questo punto, solitamente, succede qualcosa di misterioso. Perchè il nostro Massi si asciuga rapidamente testa e corpo, si rimette gli stessi indumenti che si era tolto prima ed esce dal cesso come farebbe qualsiasi persona normale.

Quando invece la dolce Elsa (come qualsiasi altra donna) esce dalla doccia si verifica un fenomeno sconosciuto per noi uomini, una sorta di trasformazione, anzi di vera e propria mutazione. Perchè l'essere che sbuca dalla toilette una volta ultimate le operazioni post doccia NON E' PIU' TUA MOGLIE.

Si tratta, infatti, di una creatura aliena quasi indescrivibile; sulla testa porta una sorta di turbante costituito da 3 diversi tipi di asciugamano, il corpo è avvolto da un informe accappatoio in spugna di colore indefinito ed ai piedi calza un paio di babucce sempre di spugna e di colore rosa. Il viso è ricoperto da un materiale melmoso verdognolo e purulento, sopra le labbra una specie di cerotto pare celare chissà quale dolorosa cicatrice e dentro entrambe le orecchie un paio di cotton fioc sembrano conficcati ad una profondità tale da riuscire quasi a scorgere l'altra estremità fuoriuscire dagli occhi.

L'impatto, per Massi come per qualsiasi altro uomo, potrebbe essere devastante ma, fortunatamente, si può preparare allo shock perchè in genere il momento è preannunciato dal cane che inizia a ringhiare furiosamente o dal bimbo che inizia a piangere in preda al panico.

Ma, nonostante questo, l'uomo, animale semplice, non si farà sopraffare dalla sorpresa o dallo spavento.
L'uomo, animale semplice, non si ferma all'aspetto esteriore e guarda sempre in profondità.
L'uomo, animale semplice, non teme ostacoli nè difficoltà di alcun tipo.

Nonostante tutto, l'uomo, animale semplice, avrà sempre voglia di........................:

AMARVI
(ehm)




martedì 20 agosto 2013

Tal Merigus


La storia dell’umanità è scandita, di tanto in tanto, dalla nascita di personaggi che per talento, capacità o azioni, sono diventati talmente famosi da essere conosciuti praticamente da tutti.
Chi tra noi può dire di non aver mai sentito parlare di Ercole e delle sue epiche 12 fatiche, oppure dell’invincibile Achille dal vulnerabile tallone, di Giulio Cesare che conquistò il mondo o di Hitler che stava per distruggerlo.
Tra questi un posto di tutto rilievo se l’è sicuramente guadagnato il temibile Tal Merigus che ha furoreggiato nelle afose terre della Val Padana tra il secondo e terzo millennio.
Quest’uomo è divenuto talmente famoso, in particolar modo per il suo carattere ombroso ed irascibile, che i genitori di oggi lo usano come spauracchio per intimorire i figli troppo indisciplinati.
Una volta, infatti, si diceva: “Fate i bravi che sennò arriva il vecchio col sacco”; oggi, invece, la nuova moda è: “Zitti altrimenti chiamo Tal Merigus!!!”
Gli aneddoti sul suo conto si sprecano ed è praticamente impossibile riassumere in poche righe tutti gli aspetti del suo carattere e della sua personalità. Cercheremo, quindi, di analizzare unicamente gli elementi principali che hanno contraddistinto la sua lunghissima esistenza.
La prima cosa che salta all'occhio di chi lo ha conosciuto da vicino è la netta contrapposizione tra il suo amore per gli animali ed il disprezzo per gli esseri umani.
Ad esempio, qualche anno fa la figlia, che aveva appena scoperto di essere in dolce attesa del secondogenito (nonché quarto nipote del Merigus), andò dal padre tutta contenta per portargli la lieta notizia.
Lui, senza batter ciglio, esclamò: “Era meglio se portavi a casa un altro gatto.”
Un giorno al suo amico Bedu, anch'egli innamorato degli animali e dei cani in particolare, disse, con tono leggermente ironico:
“Dicono che i gatti siano più intelligenti dei cani.”
Ma Bedu, che aveva sempre la battuta pronta, gli rispose:
“Più intelligenti dei cani non so, ma di te sicuro!”
Restando sempre in tema di figli e di disprezzo per gli esseri umani, tanti anni fa la moglie (santa donna) gli chiese di occuparsi un po’ del primogenito Giagio, che all'epoca aveva poco più di un anno. Lui prese il figlio fingendo entusiasmo e buone intenzioni e, per renderlo partecipe anche della sua vita lavorativa, lo portò con sé, sul posto di lavoro.
Ma Merigus faceva l’elettricista, doveva aggiustare un’antenna e quindi salire sopra un tetto. Legò, perciò, il bambino al comignolo, inizialmente all'ombra, ma poiché rimase li per diverse ore alla fine della giornata il sole era girato ed il piccolo completamente ustionato.
Ed i segni, soprattutto psicologici, sul Giagio sono visibili ancora oggi.
Pare anche che nel testamento abbia lasciato scritto che alla sua morte (prevista intorno all'anno 2124) una piccolissima parte della sua smisurata eredità dovrà essere utilizzata per erigere una statua che lo raffiguri con un gatto sulla spalla ed una bandiera della Juve nella mano.
Ed arriviamo, perciò, al secondo grande amore della sua vita.
I figli? No.
La Moglie? No.
I parenti o gli amici? No.
La Juve, ovviamente!
Però, essendo lui una persona molto timida, non può ammettere questa sua dipendenza psico-fisica tanto che la sua frase più famosa in merito è:
“Me ag dò d’asè a la Juve, l’am dà mia da mangià!”
Eppure pare che, nel 2006, quando la Vecchia Signora fu retrocessa in SERIE B (serie b, serie b, serie b, serie b, serie b, serie b, serie b, serie b,) fu visto aggirarsi sotto casa di Moratti con un fucile a pompa in mano.
Anche il suo tatto e le sue buone maniere sono ormai divenute proverbiali. Si vanta spesso, infatti, di dire sempre la verità anche se questa può non piacere ai suoi interlocutori e dice di essere “brutto ma sincero” (soprattutto brutto, diremmo noi).
Un giorno, al mercato, incontra una collega del genero, in divisa.
La vigilessa portava la gonna di ordinanza prevista per gli operatori di sesso femminile ed il gentile Merigus, con la sua proverbiale delicatezza, le fa:
“Hai due belle gambe, sembri un terzino!!!” 
......(e poi dicono che le vigilesse son cattive)....
Un’altra volta, a casa della figlia, arriva un’amica con una bimba piccola e lui, bello sorridente, commenta:
“Sembra un bambino vestito da femmina.”
Come tutti i personaggi famosi può fregiarsi, con orgoglio, di diversi soprannomi; uno di questi è “Urtiga” sicuramente dovuto ai suoi modi gentili e delicati.
Ma il più usato è sicuramente “Bega” (con le variabili Bigon e Bigasa) sul cui significato forse è meglio non farsi troppe domande.
L’unico in grado di tenergli testa pare essere l’ultimo arrivato in famiglia, il piccolo ma pestifero Simone.
Un giorno Tal Merigus lo va a trovare a casa mentre i genitori non ci sono ed il fratello grande sta dormendo (strano). Il caro nonno suona al videocitofono e sente la vocina tenera ma ingannevole di Simone che gli risponde:
“Chi è?”
“Sono il nonno, aprimi.”
“Non posso, il papà mi ha detto di non aprire agli sconosciuti.”
“Ma io sono tuo nonno quindi mi conosci”
“Si ma potresti essere un ladro travestito da nonno!!!”

Clic, conversazione finita e porta chiusa.
…. e così spiega anche perché avrebbe preferito un gatto al suo posto….
Per concludere vogliamo, però, ricordare il vero eroe di questa storia, l’unica persona nella storia dell’umanità ad essere in odor di Santità seppure ancora in vita, un essere umano con valori e virtù da sfiorare il soprannaturale.
No, non si tratta di Tal Merigus. Parliamo della ROSANNA!!!

E quindi, un mondo di auguri ad Amerigo per i suoi splendidi 80 anni ed un grosso in bocca al lupo anche per la Rosy che dovrà sopportarlo sicuramente ancora per un’eternità.


venerdì 31 maggio 2013

Death Proof - A prova di morte


I miei più attenti lettori (...) si saranno subito accorti che il titolo di questo post è spudoratamente copiato da un film di Tarantino.
Ora, che lui mi denunci per plagio è un'ipotesi abbastanza remota, mentre è molto più probabile che questo pezzo risulti migliore, e di molto, rispetto alla pellicola in questione.
Infatti più che il lungometraggio in sè (uno dei peggiori di tutta la meravigliosa carriera del mio regista preferito) ero, all'epoca, rimasto colpito dal perchè il supremo Quentin avesse deciso di girare un film di questo tipo.
In una intervista presente nei contenuti speciali del DVD lui stesso spiega di essersi voluto cimentare in quella che, a tutti gli effetti,  è semplicemente la storia di un inseguimento tra auto; questo poichè, a suo dire, mancava, nella CINEMATOGRAFIA mondiale presente e passata, una scena di livello tale da poter essere degna di passare alla storia.
Beh, mi son detto, anche nella LETTERATURA mondiale manca un racconto simile e siccome ("siccome" è il termine lessicale più foneticamente orrendo di tutto il vocabolario italiano) e siccome, dicevo, la mia abilità di narratore è quantomeno pari a quella cinematografica di Tarantino (dico pari per modestia) mi sono deciso, dopo le vostre continue sollecitazione in merito, a scrivere la storia di inseguimento tra auto più bella di tutti i tempi.

Cominciamo.

C’era una volta....

"Un re!" diranno subito i miei piccoli lettori.
No, ragazzi, avete sbagliato. C’era una volta un pezzo di legno.

Azz, forse mi sto facendo prendere la mano ed ora rischio di beccarmi una denuncia per plagio anche da Carlo Lorenzini (vabbè faccio il fenomeno, si tratta di Collodi, autore di Pinocchio).
Che poi, sai che rischio visto che il tipo è morto da più di 100 anni.

Ma, coi tempi che corrono, è meglio evitare problemi e ripartire dall'inizio.

C'era una volta un piccolo borgo di periferia, sperduto nelle lande nebbiose della Pianura Padana, denominato White Rock. Il paesino in questione era stato oggetto, in anni neppure troppo remoti, di una serie di attività criminose direttamente collegate alla Mafia siciliana, alla Yakuza giapponese ed ai Narcotrafficanti colombiani.
Per sconfiggere e debellare alla radice queste pericolosissime infiltrazioni malavitose, le alte sfere dei Servizi Segreti Italiani, in accordo con la Direzione Investigativa Antimafia ed il Ministero degli Interni, hanno deciso di mettere in campo le migliori risorse di cui disponevano, senza badare a spese in termini di dotazioni tecniche, logistiche e strutturali.
E, soprattutto, hanno inviato sul posto, in servizio continuativo permanente, quelli che, all'unanimità, sono riconosciuti come i più preparati, audaci e temibili Agenti Speciali di tutta Europa (Albania compresa).

Li hanno definiti e soprannominati in diversi modi:

Gli Starsky e Hutch delle Terre Verdiane;
I Poncharello e Baker della Bassa Parmense;
I Tequila e Bonetti della Riviera del Po (chi dei due sia il cane non è dato sapersi).

Per non parlare degli accostamenti a Sherlock Holmes ed il fido Dr. Watson, oppure delle similitudini con i famosi Eliot Ness e George Stone de "Gli Intoccabili" (escludendo il fatto che i due protagonisti della nostra storia si toccano eccome..).

Suvvia, credo abbiate tutti capito di chi sto parlando, si tratta degli ormai divenuti mitici:
Assistente Scelto Stuntman Marian ed Agente Scelto Broom Broom Dave.

Gli aneddoti ed i racconti sulle numerose imprese di questa mitologica coppia ormai si sprecano; quindi, non potendoli descrivere compiutamente in questo mio breve (...) resoconto, mi limiterò a tracciare gli elementi essenziali che caratterizzano le figure di questi due straordinari appartenenti ai reparti speciali delle Forze di Polizia.

L'Assistente Scelto Stuntman Marian (che per brevità d'ora in avanti chiamerò Ass. Stuntman) è il più anziano e navigato dei due.
Sulla sua data di nascita non si hanno notizie certe ma pare che Matusalemme, in punto di morte, gli si rivolgesse dandogli del Voi, per rispetto della maggiore età.
Ha fatto il servizio militare in Tunisia, in particolare a Cartagine, dove, tra gli altri, ha contribuito in maniera determinante all'addestramento di Annibale, suggerendogli astutamente l'utilizzo degli elefanti come avanzata tecnica militare.
Pare anche, ma questo fatto non è stato mai provato, che nel corso degli anni sia divenuto esperto in speculazioni finanziarie e che le sue operazioni in Borsa gli abbiano permesso di accumulare una discreta fortuna; niente di eccezionale, in realtà, ma quanto è bastato per fare un piccolo prestito a Bill Gates che si era rivolto a lui nella creazione di Microsoft (e così si spiega anche la sua abilità con i computer).
La sua attenzione ed oculatezza nei confronti del Dio Denaro va di pari passo col suo senso dell'onore.
Non mancategli mai di rispetto altrimenti sarete subito travolti dall'ira funesta del pelide Ass. Stuntman (tra l'altro il mitologico guerriero Achille fu suo compagno di giochi ai tempi dell'asilo).
Per meglio farvi capire questa predisposizione alla collera dovete sapere che qualche tempo fa fu costretto, controvoglia ed a fronte di un notevole sforzo psicofisico, a prestare un'ingente somma di denaro, ben 5 euro in contanti, ad un suo stretto, fidato ed affidabile collaboratore, l'Agente Scelto Small Face Mike (per gli amici Vigile Frottola).
L'Ag. Small Face, infatti, aveva da sempre un grave problema di tossicodipendenza da droghe pesanti ed un giorno, in preda ad una forte crisi di astinenza, si vide costretto, suo malgrado, a chiedere in prestito questi soldi al collega e superiore Ass. Stuntman, con la promessa di restituirglieli entro tre giorni.
All'alba del 4° giorno, però, il denaro non era ancora tornato nelle imbottite tasche dell'inflessibile Ass. Stuntman. Beh, per farla breve, due ore dopo tutta la famiglia del malcapitato Ag. Small Face, cane e gatto inclusi, fu ricoverata in gravi condizioni all'Ospedale di White Rock per intossicazione da monossido di carbonio.
Siete liberissimi di credere che si tratti di una semplice coincidenza ma in molti, me compreso, hanno subito pensato che ci fosse lo zampino del temibile collega!!!


Veniamo ora al secondo componente dell'affiatatissima coppia di cui vi ho accennato sopra: L'Agente Scelto Broom Broom Dave (che per brevità d'ora in avanti chiamerò Ag. Broom Broom).
Giovane e coraggioso, anch'esso è caratterizzato da origini dinastiche poco chiare.
Pare abbia un fratello maggiore molto più bello, simpatico ed intelligente di lui ed a causa di queste differenze peculiari oltre a tratti somatici praticamente opposti sono sorti dubbi concreti sulla sua effettiva discendenza genealogica.
La leggenda narra che, in una fredda notte d'inverno, sia stata rinvenuto, ancora infante, dai futuri genitori adottivi in un'umile cesta davanti alla porta di casa e gli stessi, mossi da un caritatevole spirito di solidarietà cristiana, l'abbiano accolto (non senza esitazioni dovute all'orrido aspetto esteriore) nella propria lussuosa magione.
Fin dall'infanzia ha dimostrato a tutti il suo spiccato spirito avventuriero tanto che all'età di circa 12 anni è stato rinvenuto a 40 chilometri da casa mentre vagava, solo e sperduto, in una metropoli pericolosa ed affollata (per amor di verità altre fonti dicono che avesse semplicemente sbagliato fermata dell'autobus).
Altro aneddoto passato alla storia è quello relativo al suo famoso lancio dal picco dello Stukas situato sulla vetta del misterioso monte Caneva (anche in questo caso le solite malelingue affermano sia stato improvvisamente spinto dal bagnino poichè, paralizzato dalla paura, aveva bloccato lo scivolo per mezzora).
Una precisazione particolare occorre riservarla al suo ormai famoso appellativo "Broom Broom".
Tutto deriva dalla straordinaria capacità di questo intrepido poliziotto nel concentrarsi con tutte le sue facoltà intellettive e fisiche al fine di trovare geniali soluzioni alle situazioni più complesse. In pratica entra in una sorta di trance agonistica, astraendosi completamente dalla realtà, analizzando qualsiasi tipo di problematica prospettatagli ed esaminando tutte le possibili sfaccettature del caso.
Per far questo inizia a broombrumeggiare in continuazione con la bocca ("broom broom broom broom broom broom").
Ovviamente, chi è a conoscenza di questa sua particolarità (praticamente tutti), sa di doversi attrezzare con ombrello ed impermeabile quando si trova nelle immediate sue vicinanze.

Orbene, un giorno di qualche tempo fa i nostri due eroi erano intenti ad effettuare uno dei loro numerosi e quotidiani controlli di prevenzione contro la malavita organizzata e si erano posizionati in un punto strategicamente perfetto per esaminare solo ed unicamente quei veicoli che potessero evidenziare ai loro astuti ed esperti occhi qualche potenziale sintomo di  pericolosità sociale.

Quando ormai il servizio stava volgendo al termine, i due investigatori notano un pacchiano veicolo di grossa cilindrata e dimensioni (fiat punto a gpl di colore grigio) procedere verso di loro a velocità pazzesca, tagliare la rotatoria presso la quale erano posizionati imboccandola contromano e rischiare di schiantarsi contro i veicoli che provenivano dalla direzione opposta.

I due poliziotti, grazie al consolidato affiatamento accumulato negli anni, salgono immediatamente, senza aver bisogno di consultarsi, sul potente mezzo in dotazione (Fiat 16 a metano) allo scopo di raggiungere e fermare l'auto sopra citata.

Hanno solo un attimo di esitazione perchè l'Ag. Broom Broom ha perso le chiavi della 16. Ma le rinviene subito dopo, per terra, in mezzo ad una pozzanghera di pipì di cane. Ops, in realtà si tratta delle chiavi della propria macchina personale quindi si rimette a cercarle ed in men che non si dica le ritrova; erano subdolamente nascoste nelle sue tasche (dev'essere stata opera del dispettosissimo Ag. Small Face, pensa Broom Broom).

Contemporaneamente anche l'Ass. Stuntman sale subitamente a bordo del potente mezzo, nonostante un piccolo contrattempo dovuto alla rovinosa caduta a terra causata dall'esser scivolato sulla e nella solita pozzanghera di pipì di cane.

Quindi, in pochi attimi, o forse in alcuni secondi, vabbè facciamo dopo diversi minuti, iniziano uno spericolato inseguimento mettendosi immediatamente alle calcagna del misterioso fuggitivo.

Come da protocollo operativo, l'Ass. Stuntman, per prima cosa, prende il cellulare e contatta la Centrale Operativa.

Stuntman:
"Attenzione Attenzione, sono il pluridecorato Assistente Scelto Stuntman Marian, matricola numero  4726598130, in pattuglia di prevenzione reati capitali assieme al collega Agente Scelto Broom Broom Dave, matricola numero 3, a bordo del veicolo di servizio bravoalfadeltaecosierrazulu 5; stiamo inseguendo un pericoloso latitante all'altezza della Provinciale S25 intersecata dalla Statale F91 sita nei pressi della Tangenziale NordOvest latitudine 45.007 e longitudine 10.189 (provate a verificarle ndr), abbiamo immediato bisogno di supporto aereo e veicolare. Passo."

Dall'altra parte della cornetta si sente una voce incerta e dubbiosa, che fa:
"Guardi che ha sbagliato numero, io sono la Rosina di Casalfoschino"

Ok, incerti del mestiere, riproviamo:

Stuntman:
"Attenzione Attenzione, sono il pluridecorato Assistente Scelto Stuntman Marian, matricola numero 4726598130, in pattuglia di prevenzione reati capitali assieme al collega Agente Scelto Broom Broom Dave, matricola numero 3, a bordo del veicolo di servizio bravoalfadeltaecosierrazulu 5; stiamo inseguendo un pericoloso latitante all'altezza della Provinciale S25 intersecata dalla Statale F91 sita nei pressi della Tangenziale NordOvest latitudine 45.007 e longitudine 10.189, abbiamo immediato bisogno di supporto aereo e veicolare. Passo."

Operatore della Centrale:
"Ricevuto, ma non mi hai specificato modello e numero di targa del veicolo. Passo."

Stuntman (leggermente irritato):
"Il veicolo in questione è una Fiat Punto del 93, immatricolata a Gorizia, acquistata a Pordenone, con impianto GPL, gancio traino non omologato e copertone posteriore sinistro usurato del 67 %. La targa è XY666ZF, presenta delle microscopiche ammaccature sulla parte sinistra ed un lieve schizzo di cacca di piccione in prossimità della lettera Y. PASSO."

Operatore della Centrale:
"Ricevuto, ma non mi hai detto il colore del veicolo. Passo."

Stuntman (fortemente irritato):
"Il veicolo in questione è di color grigio topo tendente al canna di fucile con sfumature di nero seppia e gradazioni di smog sfuocato. Nella zona del paraurti anteriore è presente un graffio arrugginito color rame di circa 4,7 cm di lunghezza mentre sopra lo specchietto retrovisore destro si può notare un ulteriore schizzo di cacca di piccione che per caratteristiche, colore e profumo potrebbe essere del fratello del piccione della targa. PASSO."

Operatore della Centrale:
"Ricevuto, ma mi servirebbe anche il codice fiscale del soggetto ed il suo numero di scarpe. Passo."

Stuntman (completamente fuori dai gangheri):
"SENTI MI HAI ROTTO I COGLIONI SIGNOR PRECISINI DI STA MINCHIA MANDAMI SUBITO UNA MACCHINA DEI CARABINIERI SENNO' TI INTOSSICO LA FAMIGLIA (...)."

Operatore della Centrale:
"Ok ok ora vedo se trovo il numero, dovrei avercelo qua da qualche parte, semmai faccio l'892424!"

Nel frattempo l'Ag. Broom Broom, alla guida del mezzo di servizio, era rimasto fisso sull'obiettivo senza farsi distrarre dalla civile chiacchierata che stava avvenendo tra i due colleghi.
Il notoriamente calmissimo Ass. Stuntman, invece, terminata la conversazione, aveva scagliato il proprio cellulare fuori dal finestrino (colpendo in pieno un malcapitato cucciolo di pastore tedesco che stava facendo pipì a bordo strada) e si apprestava a prepararsi alla seconda fase operativa che sempre caratterizzava gli interventi effettuati assieme al collega:
La famigerata FASE BROOM BROOM!
Si infila, quindi, l'impermeabile in gorotex ed il casco integrale per poi azionare immediatamente i dispositivi tergicristalli INTERNI e detergere il parabrezza dagli schizzi salivari del concentratissimo compagno di lavoro.

Finalmente raggiungono l'auto del fuggitivo ed iniziano a tallonarla a non più di 17 cm di distanza, quando, all'improvviso, lo sconosciuto abbassa il finestrino laterale, estrae il braccio sinistro e mostra loro il dito medio.

"Ehi Stuntman, hai visto? Il tipo lì, ci sta facendo dei gesti." esclama Broom Broom.
"Infatti, ci sta segnando il cielo. Vuol forse dirci che sta per piovere?" risponde Stuntman.
"Uhm, non ci sono nuvole, veh. Magari ci vuole solo salutare." continua Broom Broom.
"Hai ragione, spetta che lo saluto anch'io!" conclude Stuntman.

E gli fa ciao ciao con la mano.

L'inseguimento continua a folle velocità ma i due prodi non si perdono d'animo nonostante i numerosi ostacoli, le insidie ed i pericoli presenti sulla strada. D'altronde il giovane Ag. Broom Broom era rinomato per la sua abilità alla guida dovuta anche ad un avanzatissimo corso di guida veloce brillantemente frequentato e superato ad inizio carriera.
E. nononostante i milioni di chilometri percorsi, non aveva mai avuto incidenti di sorta.
Mai.
Quasi mai.
Ok, a parte qualche sciocchezza non dovuta a sua responsabilità.
Tipo quel maledetto gatto che lo aveva investito da ragazzo.
Oppure lo stallo di sosta in discesa; che colpa ne ha lui se qualcuno realizza un parcheggio in discesa e la sua 500, con freno a mano rotto, da sola inizia a muoversi, prende velocità, percorre 50 metri ed urta, distruggendolo, il furgone del migliore amico di famiglia?

Le due auto proseguono una accodata all'altra quando, improvvisamente, l'ennesimo schizzo salivare fuoriscito dal cavo orale dell'Agente Scelto (ancora in piena fase Broom Broom) invece di colpire la parte interna del parabrezza della macchina di servizio fuoriesce dal finestrino abbassato precedentemente da Stuntman e centra in pieno il pneumatico posteriore destro del veicolo sospetto.
Il mezzo inizia a sbandare paurosamente zigzagando sulla carreggiata ed il conducente perde definitivamente il controllo andando a sbattere contro un autoarticolato fermo a bordo strada.

I tre uomini escono contemporaneamente  dalle auto, il furfante in mezzo con gli sbirri ai lati, e si fronteggiano con atteggiamento di sfida.
Il primo a muoversi è l'Ass. Stuntman; solleva il suo M16 e lo scoglia addosso allo sconosciuto latitante.
Ovviamente lo manca e colpisce al volto il povero Ag. Broom Broom che, però, come se nulla fosse, si riprende immediatamente, raccoglie il fucile d'assalto e lo cala violentemente sulla testa del fuggitivo.
Ma anche questo colpo non arriva a bersaglio, anzi, va ad impattare sul cofano della Fiat 16 distruggendolo completamente.
Decidono, quindi, di utilizzare l'arma definitiva, il colpo risolutore, il tanto temuto quanto famoso "soffio della camola".
L'Ass. Stuntman, infatti, ha sempre avuto l'ottima abitudine di mangiare quotidianamente quantitativi industriale di aglio e questo fatto gli ha sempre permesso di conseguire risultati straordinari nelle situazioni più critiche. Pertanto si avvicina al viso del malcapitato conducente e gli esala in pieno volto una potentissima alitata polmonare che ha l'immediato effetto di stordirlo e farlo stramazzare al suolo.
A questo punto gli intrepidi paladini della giustizia si avventano sul corpo appena caduto e completano definitivamente l'opera...

A causa delle gravi ferite riportate, l'uomo, ancora immobilizzato ed incosciente, viene accompagnato al Pronto Soccorso ed ivi ricoverato in stato di coma vigile. I nostri due superpoliziotti, ovviamente, lo piantonano con attenzione ed attendono frementi il suo risveglio per poi procedere agli scrupolosi e minuziosi accertamenti del caso e svelare, finalmente, il mistero che circonda una così inspiegabile fuga.
Dopo diverse ore il soggetto, improvvisamente, si sveglia.
Bene, pensano i due, finalmente scopriremo la verità!!!

"Allora, grandissima testa di cazzo coglione di grancasa emerito rimbecillito e figlio di una meretrice curda, si può sapere dove diavolo stavi andando così di corsa???"

e lui:
"Eh, stavo andando a casa perchè mi scappava la cacca!!!"

"Ahhhhh ma cavolo non potevi dircelo prima?" - ribattono all'unisono i nostri eroi - "Quand'è così è giusto fare in fretta. Allora ti salutiamo e... amici come prima."

Risalgono, quindi, in macchina e fanno felicemente ritorno verso casa.
Tutto e bene quel che finisce bene, dice un antico adagio (chi?); Stuntman e Broom Broom hanno risolto brillantemente l'ennesimo caso, il povero cagatore è riuscito infine ad espletare i propri bisogni fisiologici e la collettività può nuovamente dormire sonni tranquilli.

Solo un particolare ha lasciato loro un po' di amaro in bocca; intorno alle 04,12 della notte, mentre erano ancora sulla via del ritorno, all'improvviso arriva dalla Centrale Operativa una comunicazione radio da parte dell'Agente Scelto Precisini.

Operatore della Centrale:
"Ragazzi, tranquilli, ce l'ho fatta, vi mando subito una pattuglia dei Carabinieri!!! Chiudo."



MAVVAFFANCULOVA


domenica 10 marzo 2013

Verrà un giorno...

Mi piacerebbe "menarmela" un po' facendo passare il titolo di questo pezzo per una citazione manzoniana di altissimo livello. La famosa (?) profezia di Fra Cristoforo nei confronti di Don Rodrigo, all'interno del sesto capitolo dei Promessi Sposi.
In realtà il mio accenno è molto più terreno e non ha nulla di metafisico.
Si riferisce, infatti, ad alcuni obiettivi presenti nella vita, o meglio nella mente, di ognuno di noi che attendiamo da sempre e che sembrano non giungere mai.
Come in un videogame, devi arrivare alla fine di un livello per poi passare a quello successivo.
Oppure in un libro, attendi con smania di concludere un capitolo e quindi riparti subito con il seguente.
Ed anche la mia vita è sempre stata caratterizzata da fasi di questo tipo, una continua corsa a tappe nella quale mi sembrava di non vedere mai l'arrivo.

(Cavolo, un preambolo serio per un brano che doveva essere divertente)

Ok, riproviamo.

Il primo obiettivo nella vita di un uomo è........ (no, non è sposarsi!!!)
Il primo obiettivo nella vita di un uomo è........ IL MOTORINO.

Ho sempre voluto il motorino.
Fin dalle elementari.
Ma per averlo dovevi compiere 14 anni.
Ohi, 14 anni, eh!!!
E quando ci sarei arrivato a 14 anni?
Mancava un sacco di tempo. E non passava mai.
(vi siete accorti che da piccoli il tempo scorre più lentamente, vero?)
Beh all'epoca per me il tempo non scorreva, si trascinava.
Io pensavo al motorino ma non sapevo ancora legarmi le scarpe.
Non avevo ancora fatto la Comunione.
Poi c'era l'esame di quinta.
Le medie.
Oddio, non avrei mai avuto il motorino.
Sarei morto prima.
Davvero eh, mi ero ormai convinto che non avrei mai compiuto questi benedetti 14 anni.

Ed invece quel giorno arrivò.
Anzi, arrivò con un giorno di anticipo.

La sera prima del mio 14esimo compleanno non ho resistito alla tentazione ed ho finalmente tagliato il primo traguardo della mia vita:
Guidare il mio splendido motorino.
Vabbè splendido, un quattrotto usato color ruggine da 48 cc di cilindrata ed una ragguardevole velocità massima di 50 km orari.
Con mia madre impaurita che mi diceva di stare attento ed andare piano.
Cioè mamma, in che senso andar piano? Che una volta mi ha superato, in retro, anche la Mea con la sua leggendaria 127 rossa. E si che mi ero anche piegato sotto il manubrio per tagliar meglio l'aria!!!
Ma non sgridatemi se l'ho usato prima di compiere i 14 anni; ero giustificatissimo.
Dovevo andare con i miei amici al cinema di Busseto a vedere un documentario cul...turale sull'estinzione delle foche in Groenlandia. Entravi in punta di piedi per sembrare più alto ed una volta dentro ti nascondevi tra le poltrone per non farti riconoscere.
Che poi, tanto, conoscevi e ti conoscevano tutti.

Ma, finalmente, il primo obiettivo era realizzato.

Inizio, quindi, le superiori e con gli amici del Liceo stabiliamo di comune accordo che, per essere considerato a tutti gli effetti un Uomo, occorreva raggiungere necessariamente 3 traguardi:
  • Prendere la patente;
  • Ottenere il Diploma di Maturità;
  • Perdere la verginità.
Vanno, ovviamente, ottenuti tutti e 3 ma senza nessun ordine di priorità.
Ed anche per questi il tempo sembrava non passare mai, soprattutto perchè, per conquistare questo mitico "Triplete", dovevi avere quanto meno 18 anni 1 mese ed 1 giorno (chi ha dato la patente sa il perchè).

Per la questione patente il vero problema è stato unicamente quello dell'attesa visto che in ogni caso avrei dovuto aspettare la maggiore età. Le prove di teoria e, soprattutto, guida, invece, essendo io un maschio (...), sono state una semplice formalità.

L'ottenimento della Maturità è stato più difficoltoso a causa di una frequenza scolastica, nel corso dell'ultimo anno, non proprio assidua. Ma all'esame orale sono riuscito a dar sfoggio della mia proverbiale ars oratoria meritandomi la Ola dei compagni all'uscita dall'aula.

Infine, perdere la verginità.
Ad onor del vero questa cosa non ha mai rappresentato una effettiva priorità per me. Sapete com'è, noi uomini non siamo particolarmente interessati al sesso.
A tal punto che non ricordo neppure con esattezza tutti i dettagli ed i particolari di quanto avvenuto in quei lunghissimi 14 secondi...


Fatto sta che un giorno mi incontro con la mia amata Elsa e lei mi dice:
"Massi sono incinta."
 allora io, ingenuo:
"Beh, prendi un Aulin."

ma lei continua:
"Non hai capito, non vedi che ho la pancia?"
 io, attonito, ribatto:
"Ma, amore, a me piaci anche un po' rotondetta."

l'Elsa inizia ad innervosirsi:
"Massi, aspetto un bambino!"
  ed io, tranquillissimo:
"Bene, io invece aspetto Mighel che poi andiamo a fare un giro in moto."

A questo punto lei perde la pazienza e mi urla:
"Ho fatto una visita ginecologica, sono al 5° mese di gravidanza, ci dobbiamo sposare, diventerai papà e devi dire tutto ai nostri genitori!!!!"
BOOOOMMMMMM
"Nonononononononononononono, io a Merigo non dico un cazzo."


Purtroppo, volente o nolente, il passaggio dai neo nonni andava fatto. Ed io, molto coraggiosamente, scelsi di cominciare da papà Luigi.
Il discorsetto, preparato in ogni dettaglio per giorni e giorni davanti allo specchio, faceva più o meno così:

"Pà, vieni di qua in sala un minuto che ti devo dire una cosa. Però siediti sulla poltrona che stai più comodo e poi non si sa mai... Anzi, meglio sul divano va.
(piccola pausa teatrale con annessa presa d'ossigeno rinvigorente)
Ti ricordi quando mi dicevi che se avevo un problema avrei potuto sempre parlarne con te??? Ecco, l'Elsa è incinta, io diventerò papà (sottinteso, tu nonno), devo lasciare gli studi, iniziare a lavorare, sposarmi e metter su casa. Tu, ovviamente, pagherai tutte le spese."

ma lui, dopo un attimo di esitazione:
"Ahahahahahahahahaha grande Massi, ti va sempre di scherzare, burlone che non sei altro."

Ed uscì dalla sala col sorriso sulle labbra.

Niente dai, andrà meglio con Merigo (ahhhhhhhhhhhhhhhhhh), pensai.
Salgo, quindi, in casa Bergamaschi dove già mi aspettavano in salotto la Elsa con mamma Rosanna (lei già al corrente di tutto) e mi siedo in attesa dell'ingresso del temibile suocero.
Questi, appena arriva, si piazza all'entrata della sala e, dall'alto del suo metro e ottanta, con sguardo sospettoso esclama:
"Cu suceda chè?"

A quel punto attacco, bello baldanzoso, con la mia arringa studiata a memoria:
"Buongiorno Signor Bergamaschi, io e sua figlia Elsa abbiamo pensato di ottimizzare le nostre risorse umane unendo le rispettive energie ed occupando gli spazi strettamente necessari a migliorare la qualità della vita di questa vostra splendida abitazione. Inoltre, tenuto conto del rapporto metratura/inquilini, abbiamo ritenuto opportuno aumentare il sopra citato nucleo familiare di una ulteriore unità preferibilmente nuova di zecca. Naturalmente è fortemente gradita una vostra partecipazione alle spese."

Lui è imperterrito e si limita ad un semplice:
"Ètt bivì???"

A sto punto, spazientita, interviene in tackle la Rosanna:
"Merigo, l'Elsa lè piena c'me n'ov."

L'amabile suocero mi fissa con gli occhi pieni di disprezzo ed esclama:
"Ecco, al sava me ca che lù l'era un delinquent!!!"

E se ne va sbattendo la porta.

Fu così che, con un sol colpo (letterale...), raggiunsi 3 nuovi traguardi contemporaneamente: diventare uomo (...), marito e padre.

A dire il vero anche il giorno del parto sembrava non arrivare mai, eppure mancavano solo 4 mesi alla nascita. Finchè un bel giorno torno a casa e vedo la Elsa con in braccio qualcosa di vagamente somigliante ad un essere vivente.

Lei mi guarda, tutta raggiante, e mi fa:
"Allora, ti piace il nuovo arrivato?"

io sono un po' perplesso: "Uhm, dove l'hai comprato?"
lei: " Rispondimi. (Cretino)"

io: "Dovrei pensarci un attimo, per dire, sporca molto?"
lei: "Sempre meno di te. (Idiota)"

io: "Ok ma  è rumoroso?"
lei: "Beh non rutta e non scoreggia quindi forse non è tuo. (Asino)"

io: "Vabbè ma quanto consuma?"
lei, sarcastica: "Poco, va  a metano. (Deficiente)"

ed io, finalmente più tranquillo:
"Bene allora per adesso lo teniamo, poi semmai esercitiamo il diritto di recesso!"


Ecco, la vera ironia della vita sta proprio in questo:
quando sei piccolo, ragazzo o giovane i momenti che attendi sembrano irraggiungibili e non arrivano mai abbastanza velocemente. Appena diventi adulto, invece, tutto si capovolge, i giorni scorrono rapidissimi, non fai in tempo a pensare ad un obiettivo che subito l'hai raggiunto e superato.
Ed io già mi vedo, in un futuro ormai dietro l'angolo, centenario, vecchio e decrepito, seduto sulla mia sedia a rotelle ad energia nucleare che guardo l'Inter sul nuovissimo televisore da 100 pollici a 4 dimensioni mentre insulto l'arbitro che si è nuovamente fatto corrompere dagli odiati juventini.

Ma nella mia testa c'è un solo pensiero:
"Ahhhhh, cosa darei per poter guidare ancora il mio motorino."






giovedì 13 dicembre 2012

Attenti a quei due

Solitamente, per comperare un articolo di qualsiasi tipo, è sufficiente passare per 3 semplicissime fasi:

1) Ti rendi conto di avere necessità o bisogno di una determinata cosa;
2) Vai in qualche negozio per sceglierla;
3) Concludi l'acquisto.

Solitamente, dicevo.
Perchè se sei sposato, ovviamente, le cose si complicano.
Infatti, quasi sempre, ciò di cui ha bisogno il marito (Playstation12, TV Led 3D da 95 pollici, impianto home theatre da 12.500 euro, abbonamento ad Inter Channel ecc.) non corrisponde alle esigenze della moglie (Folletto Full Optional, Lavasciuga classe A++++++ con 27 kg di carico, Robot da cucina Bimby che frulla/cuoce/lava/mangia/digerisce contemporaneamente, borsetta Louis Vuitton in pelledicoccodrillovivo da pagare in 48 comodi quinti dello stipendio del marito ecc.).

E già qua potrebbero nascere i primi problemi.
A meno che tu non abbia la fortuna di percepire, come noi, uno stipendio da statale ed uno da commessa e quindi poterti permettere tutto quanto contemporaneamente.

Le cose, invece, si complicano se l'articolo da acquistare riguarda tutta la famiglia, tipo una macchina, la casa, il divano, la stufa a pellet oppure.... il cane.
Ecco, ad un certo punto della nostra lunghiiiiiiissima vita di coppia, abbiamo deciso di prendere un cane.
Beh, per la verità, il mio personalissimo apporto a questa rivoluzionaria scelta familiare non è stato poi così fondamentale.

L'Elsa arriva a casa: "Ciao amore mio dolcissimo, quanto mi sei mancato oggi, tutto bene al lavoro? Hai passato una bella giornata?"
Massi (uhm, mumble mumble, qui gatta ci cova): "Si. si."
Elsa: "Bene, sono QUASI felice. Per esserlo completamente che ne dici se compriamo un cane?"
Massi (merda, son fregato): "Ok."
Elsa: "Siamo d'accordo allora (...). Adesso non ci resta che decidere la razza, il sesso, il colore, l'età, la spesa e l'allevamento."
Massi (ora la frego io): "Certo cara, io propenderei per quella razza pulitissima, profumata e docile denominata Peluche."
Elsa: "Grande Massi, l'ho sempre detto che sei un genio, anche io avevo pensato esattamente ad un Boxer fulvo di 75 giorni con le guance penzolanti, la bava cadente ed i denti aguzzi. Sarà perfetto da tenere dentro la nostra nuovissima casetta. Smack (suonodelbaciodigiuda)."
Massi (BANG): "Ok cara."

Lei esce di casa alla velocità della luce ed io rimango impietrito per 15 secondi. Quando il sangue ricomincia a fluirmi nel cervello (me ne servono circa 274 litri per riempirlo tutto) inizio a rendermi conto di quanto appena successo.

Un cane.
No.
Un Boxer.
UN BOXER.
UN BOOOXXXEEERRR???
DENTRO CASA MIA? SUL MIO DIVANO? NEL MIO LETTO?

Calma.

Calma.


Calma.



BANG (2).


Quindi la prima fase, nelle procedure d'acquisto, era ultimata.
Ora bisognava procedere con la seconda e scegliere l'esemplare (scusami Pittinomiobello se ti ho chiamato "esemplare").
Ovviamente la Elsa si era già informata su tutto ed aveva deciso di andare a vedere l'allevamento del Boxer del Ducato di Parma.
Così, un bel giorno, partiamo in macchina e ci rechiamo alla volta di questo famigerato allevamento.
La strada, come sempre, l'aveva studiata lei e dopo 25 scorciatoie che ci hanno consentito di percorrere solamente 41 chilometri in più, giungiamo finalmente a destinazione.
Ossia, arriviamo in una specie di stradina con il fondo in stile Camel Trophy lunga una dozzina di miglia che terminava esattamente di fronte ad una insegna gigantesca recante la seguente scritta:

ASILO

Asilo? Che cazzo vuol dire Asilo?
Poi, d'improvviso, l'illuminazione:
"Elsa, Tesoro Mio, che sorpresa stupenda, non vuoi un cane, vuoi adottare un bambino!!!" (però, uhm, qualcosa non quadra, adottare, perchè adottare? mica sono sterile io).

Ed infatti lei, delicata come sempre:
"Cretino, dove guardi, l'allevamento è li a sinistra".

Mi giro e vedo, finalmente, il tanto agognato (...) ricovero per cani.
Ci fiondiamo, perciò, davanti al cancello, smaniosi ed eccitati come Pinocchio alle porte del Paese dei Balocchi. Ma (c'è sempre un maledetto MA nelle storie della famiglia Deleo).... non troviamo il campanello!!! Aspettiamo tranquilli un paio di orette e poi decidiamo di provare col cellulare.

"Pronto, sono la Bergamaschi, volevo sapere se siete aperti. Siamo qua davanti ma fate pure con comodo che tanto abbiamo portato i sacchi a pelo."

"Salve sono la Stocchi, arriviamo subito ad aprire."

Ed infatti, dopo aver montato le tende e passato un paio di notti all'addiaccio, vediamo in lontananza una figura che si avvicina lentamente a noi. Una ragazzina esile e minuta dai capelli biondi e la pelle chiara. Allora io, disinvolto come mio solito, le dico:

"Ciao, abbiamo parlato prima al telefono con tua nonna, ce la vai a chiamare per favore?"
Lei, imperturbabile: "Ero io al telefono (idiota)."

Cominciamo bene, penso tra me.

Continuo, con noncuranza: "Ok, siamo venuti qua per comprare un cane."
E lei, sguardo impenetrabile e voce di ghiaccio: "Qua non vendiamo cani, noi abbiamo i BOXER."

Ops, mi sa che ho sbagliato approccio.

Riprovo: " Si si intendevo proprio quelli li, i boxer."
Ma la Stocchi mi incalza: "E perchè volete un BOXER?"

Inizio a sudare, lei se ne accorge e noto un ghigno di sadico piacere sul suo viso.
"Come perchè? Perchè.... perchè.... beh perchè sono bravi a fare la guardia."
Lei, serissima: "Allora compratevi un pastore tedesco."

Ok, messaggio recepito, la Elsa mi appioppa una dolcissima ginocchiata ed entra, finalmente, nella conversazione:
"In realtà ci siamo appena trasferiti in una casa nuova ed indipendente, abbiamo un delizioso (...) bimbo di 5 anni ed avremmo pensato di farlo crescere con la compagnia dolce, giocosa e protettiva di un cucciolo di questa fantastica razza."
La Stocchi, finalmente, inizia a dare i primi segni di disgelo e si lascia andare ad un commovente:
"Parliamone."

Da li in poi il colloquio prosegue interamente tra le due dolci pulzelle (...) con la Stocchi ad elencare solamente una ventina di semplici e banali condizioni e la Bergamaschi sempre accondiscendente a qualunque richiesta.

S.: "Prima di tutto occorre che abbiate una casetta modesta ed accogliente, quanto meno di 750 metri quadri."
B.: "Nessun problema."
S.: "Logicamente anche un piccolo cortile per lo sgambamento, direi che 4 biolche dovrebbero bastare."
B.: "Nessun problema."
S.: "Sarebbe anche opportuno un posto in sala da pranzo a lui dedicato, quello a capotavola può andar bene."
B.: "Nessun problema."
S.: "Mi raccomando che il bagno, quello a lui riservato, abbia una doccia abbastanza spaziosa e la vasca a 2 piazze per evitare problemi di scoliosi. Il bidet preferibilmente in marmo di Carrara per questioni di igiene."
B.: "Nessun problema."

e via dicendo.
Ma niente di particolarmente complesso in realtà.
Li per li ho avuto solo un dubbio, cosa intendeva quando ha chiesto: "La cuccia per tuo marito l'hai già presa?" (poi col tempo però ho capito...).

Siamo pronti, perciò, a passare alla fase 3. quella dell'acquisto vero e proprio.
E la Stocchi ci presenta il suo socio, nonchè veterinario dell'allevamento oltre che addetto alle trattative.
Lo vedo benissimo anche mentre arriva da lontano, sembra il fratello gemello di Cino Ricci (se non sapete chi è cercate le foto su google e resterete stupefatti) ma 40 cm più alto.
La prima cosa che ci dice?
Buongiorno? No.
Come va? No.
Piacere di conoscervi? No.

La prima cosa che ci dice è:
"Quand'è che lo iscriviamo ad una gara?"

Ad una gara? Che gara? Ci sono gare per Boxer? Cosa? Devo portarlo in un ring? Un ring? Boxer?
Ma mica lo sapevo che sti cani praticano il pugilato.
Boh, non ci capisco più nulla ed inizio ad innervosirmi. Così, deciso come non mai, gli faccio:
"No guardi, a noi le gare non interessano, tzè!!!"
e lui: "Si ma a me di voi non me ne frega un cazzo."

Quando si dice parlar chiaro.

Fortunatamente si inserisce nuovamente la mia dolce mogliettina dicendo che qualcosa avremmo fatto ma che per problemi lavorativi e familiari più di tanto non potevamo garantire.

E lui: "Ok Signora, facciamo così, il prezzo del Boxer si aggira intorno a 19576 euro, ma se lo portate ad un paio di manifestazioni all'anno e lo mettete a disposizione per la monta possiamo chiudere a 14 euro."
L'Elsa: "Affare fatto, magari vi mando anche mio marito nei fine settimana a pulire i box così chiudiamo a 10 euro."
Tardini: "No guardi, per gli inserimenti lavorativi in ergoterapia è prevista una maggiorazione di 6 euro."
Elsa: "Come non detto."

Transazione conclusa e vissero tutti felici e contenti.

Chiudo (era ora) con una parentesi seria.
Questi 2 allevatori sono davvero un po' strani.
Ed inizialmente possono anche fare una brutta impressione perchè sono diffidenti, sospettosi e pignoli. Ma a noi sono piaciuti subito.
Perchè loro, il Boxer, non te lo vogliono vendere. Tu vai la convinto che siccome paghi puoi acquistare quello che vuoi ma loro no, se non gli piaci non te lo danno.
Si tratta di una stranissima inversione nel rapporto venditore/cliente ma credo sinceramente che sia una scelta vincente.
Perchè non stiamo parlando di comprare scarpe o braccialetti, parliamo di Boxer.
In breve, questi 2 strani tipi non ci hanno venduto un cane.
Ci hanno offerto un'opportunità.

L'Elsa ed io l'abbiamo colta.
E quando siamo usciti dall'allevamento la nostra vita è migliorata.



mercoledì 21 novembre 2012

Quel pomeriggio di un giorno da cani


Si, è stato un giorno da cani (letterale...). E non solo il pomeriggio.
Perché i proverbi spesso ci azzeccano ed il buon giorno s'era visto già dal mattino.
Ma un titolo più idoneo non l'ho trovato (gran film, tra l'altro) e quindi mi faccio andar bene questo.

Giornata di merda, dicevo; e si era capito già di prima mattina.
(ps "il mattino ha l'oro in bocca" invece è un proverbio del cazzo).

Doveva essere una giornata lavorativa pienissima, con un turno di servizio che sarebbe finito intorno alle 20.30.
Mi ero, perciò, proposto di prendermela un po' comoda, alzarmi alle 7.30, preparare Simone per la scuola, farmi un giretto con Pit, una doccia energizzante e poi verso le 10 iniziare a lavorare.

Ovviamente il mio programma è andato a farsi fottere già alle 8,15.

Chiamata urgente per grane lavorative e tutto scombussolato. Quindi mi vesto in fretta e furia e porto fuori il mio adorato cucciolone per i bisognini del dolce risveglio. Solo che il Petermiodolcissimo, appena uscito, sente nell'aere una musichetta soave di stampo indiano, a lui da sempre non particolarmente gradita (leggero eufemismo), ed inizia ad abbaiare al mondo.

Ma di pipì, nemmeno una goccia.

"Pit, amore, fai la pipì"
(niente)
"Tatone bravissimo, fai la pipì"
(nulla)
"Tesoro del papà, ti prego, fai la pipì"
(zero)
"Cucciolone del mio cuore, ti scongiuro, fai la pipì"
(zeroalquoto)

"CAZZO PETER HAI ROTTO I COGLIONI, VUOI PISCIARE SANTIDDIO???"
(psssssssssssssssss)

E me ne vado finalmente al lavoro.
Tra le solite problematiche, rogne e difficoltà tipiche di ogni pre November Porc.

Verso le ore 14,20 inizia il bello.
Squilla il mio cellulare (ok nulla di strano).
Quello personale però (che palle odio quando mi chiamano sul personale mentre lavoro).
E' Manuel (uhm, Manuel, alle 14.20, mumble mumble, vorrà dei soldi).

"Papà ho un problema ....."
Rapido elenco delle cose che mi son venute in mente nel mezzo secondo immediatamente successivo:
  1. Non vuole dei soldi (sa che sono a lavorare e non posso darglieli);
  2. Vuole sapere sotto quale materasso ho nascosto i soldi (improbabile);
  3. Non torna per cena (improbabile perché troppo presto, lui di solito lo comunica 10 minuti dopo che abbiamo iniziato a cenare)
  4. Ha rapinato una Banca ed è inseguito dalla Polizia (altamente improbabile, con una Punto l'avrebbero già raggiunto)
  5. L'hanno rapito (impossibile perché la richiesta di riscatto non potrebbe superare i 75 euro);
  6. Ha fatto un incidente (bingo).
".... ho tamponato uno sulla provinciale"
"Ok Manu, ti mando la mamma (clic)."

Chiamo la madre:
"Elsa vai da Manu che ha tamponato uno sulla provinciale ed io sono impegnato...."
Rapido elenco delle cose che sono venute in mente alla madre nel mezzo secondo immediatamente successivo:
  1. E' morto;
  2. E' in fin di vita;
  3. E' vivo ma ha ucciso 4 persone (tra le quali 2 bambine) ed 1 cane (cucciolo);
  4. E' vivo ma ha distrutto la Punto, la Ferrari del tamponato ed il muretto in mattoni facciavista del '600 della villetta posta a bordo strada;
  5. E' morto.
"Ma si è fatto male??????"
ed io "No (clic)"
E me ne torno alle mie faccende lavorative.

Verso le 15.20 mi squilla ancora il cellulare (ok nulla di strano).
Ancora quello personale (e lo sapete che odio quando mi chiamano sul personale mentre lavoro).
E' la Catia Palmas.
La Catia Palmas? La Catia Palmas datore di lavoro dell'Elsa?
Uhm, la Catia Palmas non mi telefona mai.

"Massi ho provato a chiamare l'Elsa ma non mi risponde...."
Rapido elenco delle cose che mi son venute in mente nel mezzo secondo immediatamente successivo:

  1. Vuole licenziare l'Elsa (improbabile);
  2. Vuole dar l'aumento all'Elsa (improbabile);
  3. Vuol dire all'Elsa di andare a riprendersi il biglietto vincente da 500.000 euro del gratta e vinci che si è dimenticata sul bancone (impossibile);
  4. Vuole invitare l'Elsa alla 479esima cena tra amici alla quale io non sono invitato per la 480esima volta (probabile);
  5. Vuol comunicare all'Elsa qualche importante notizia lavorativa (probabile);
  6. E' successo un altro casino (bingo).
".... mi ha chiamato Davide, il vostro vicino, dicendo che avete la porta di casa aperta con il cane ed il gatto che girano bellamente per la via."
ed io "Ok, grazie (clic)"

Chiamo l'Elsa:
"PORCDIQUELLPUTTANVACCBESTIALADRDIOSANTINCORONAXZYKWJZ, vola subito a casa che c'è il mio Pit in giro per strada!!!"

Rapido elenco delle cose che sono venute in mente a me ed all'Elsa nei 12 secondi che ha impiegato per percorrere i circa 2 chilometri di distanza da casa:  
  1. Pit è morto;
  2. Pit è moribondo;
  3. Pit è lievemente ferito;
  4. Pit ha mangiato il dito della vecchietta che arditamente gli mostra sempre l'indice quando lo incrocia nella via;
  5. Pit ha sfondato la porta dei vicini e si è mangiato il loro stereo con inclusa collezione completa di musica indiana;
  6. Pit ha sbranato i 2 rapinatori che hanno cercato di entrare in casa per rubarmi i 75 euro che avevo messo da parte per il riscatto di Manuel;
  7. Pit è morto.
Ma, come in tutte le favole degne di questo nome, anche questa storia ha un lieto fine.
L'Elsa arriva in prossimità di casa e Pit non c'è (leggero aumento del battito cardiaco).
Entra nella via e Pit non c'è (notevole aumento del battito cardiaco).
Si avvicina a casa, Pit non c'è e la porta è aperta (pre-infarto).
Guarda, molto timorosamente, l'ingresso di casa e.....

..... Pit è comodamente accucciato sulla soglia che guarda dolcemente il vicino Davide che, dal borghetto di fronte la porta, gli fa degli strani gesti non meglio identificabili.

Tutto è bene quel che finisce bene.
Ognuno ha fatto il proprio dovere, Simone incluso, l'unico a ricordarsi di Dave, gatto coinquilino, che nel marasma generale poteva tranquillamente essersene andato a Busseto (e che invece dormiva tranquillamente sul tavolo).

Poi vabbè, come disse anche Pozzetto, se il buongiorno si vede dal mattino questa è stata una giornata di merda fino in fondo.
Infatti, spossato dalle sopra citate mille peripezie, mi corico sul divanone verso le 21 dicendo a me stesso che se un dio davvero esiste i Campioni d'Europa avrebbero asfaltato gli odiati rubbentini e.... sul 3 a 0 per i gobbi mi vien voglia di spararmi in testa.

Per istinto di sopravvivenza decido di cambiare, metto su Ballarò....


....BANG



giovedì 6 settembre 2012

Il Decalogo del Comandante


  1. Al mattino presto, non disturbate il Comandante;
  2. La musica, in ufficio, deve essere approvata dal Comandante. Soprattutto al mattino;
  3. In ufficio, anche in assenza del Comandante, le donne non possono parlare di calcio;
  4. Non parlate male del Comandante in sua assenza. E nemmeno in sua presenza;
  5. Il Comandante non si sbaglia mai, tranne quando vi fa i complimenti;
  6. Il Comandante è bello ed intelligente, non può essere anche paziente;
  7. Se fate una cosa senza l’autorizzazione del Comandante, probabilmente è sbagliata;
  8. Il Comandante vi chiama mille volte al giorno. Quando non vi chiamerà più, iniziate a preoccuparvi;
  9. Il Comandante si prende gli oneri e vi lascia gli onori, quindi non rinfacciategli lo stipendio da 20.000 euro  mensili;
  10. Non disturbate il Comandante.